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SCHEDA TECNICA DELL'OPERA

 

STRUTTURA

Il disegno preparatorio è stato eseguito direttamente sul supporto, già preparato con multiple mani di primer di fondo date incrociando i sensi della pennellata. Questo primer, largamente usato dai professionisti che lavorano il legno, offre numerosi vantaggi.

In primo luogo rende la superficie assolutamente liscia, vellutata al tocco, resistente e assorbente al punto giusto per diversi strumenti da disegno.

In secondo luogo "ferma" il chiaro scuro del disegno preliminare o dell'abbozzo in maniera impressionante", e per finire ha anche un leggero potere stuccante.

Io lo passo spesso e volentieri anche sul retro del supporto, qualunque esso sia, per preservare l'opera anche sul recto dagli attacchi dei fumi inquinanti, dell'umidità e degli insetti, che, pochi lo sanno, creano dei danni ai quadri ( se trattati con incuria, ovviamente) anche piuttosto consistenti.

 

ABBOZZO

Ho eseguito l'abbozzo in monocromo, creando luci e ombre, zone chiare e zone scure.

Il medium è una miscela di vernice a base resinosa, addizionata di pochissimo olio di lino, e mesticata con Terra d'Ombra Bruciata.

Dopo ogni passata ho lasciato il dipinto ad asciugare per più giorni, attendendo la completa essiccazione dello strato precedente per l'applicazione dello strato successivo.

Completato l'abbozzo, e raggiunta la  completa essiccazione,  ho passato tre mani. sottilissime e semitrasparenti, dello stesso medium di cui sopra, in funzione di primer aggrappante, un poco diluito con essenza di trementina.

 

PITTURA

L'ho iniziata con il metodo "dal fondo in su" ( cioè non dipingendo parti diverse del dipinto in contemporanea, ma seguendo l'ordine cronologico degli strati di pittura che venivano sovrapposti), realizzando per primo lo stesso sfondo con svariate velature della stessa vernice iniziale, aumentando in seguito gradatamente la quantità di Terra d'Ombra

Bruciata e iniziando a mesticarvi insieme dell'Ocra naturale.

 

Questo sistema permette di rendere profondità al quadro e aumenta la rifrangibilità della luce del fondo stesso.

Tra una passata e l'altra il dipinto è stato messo ad asciugare per qualche giorno.

Al pigmento macinato ho aggiunto, in proporzioni variabili, altri leganti in polvere, come ad esempio il gesso, che è un legante inerte ( cioè non altera la tonalità del colore né da fresco né da asciutto) che velocizza anche l'essiccazione e mantiene le tracce della matericità.

Questo è sempre stato un sistema largamente usato in pittura, che trovò il suo massimo splendore negli impasti di Rembrandt.

 

Seguendo sempre il procedimento "dal fondo in su" ho affrontato il carnicino, dando per prima velature di Verde, con piccolissime aggiunte di Blu Oltremare, rendendo più profonde le ombre stesse, e successivamente è stato applicato un impasto a strati molto sottili di Bianco di Titanio, Bianco di Zinco, Ocra e Rosso Ossido.

 

Ad ogni passaggio, dopo qualche giorno di attesa in cui lo strato superiore dell'impasto cominciava a rapprendersi,  effettuavo delle "graffiature" con il pennello e/o con il suo manico, incidendo l'impasto pittorico nel momento in cui era semi-fresco, rendendo così la pelle sofferta e rugosa.

 

Le ombre della pelle sono composte dall'impasto suddetto, opportunamente diluito, addizionato di Terra in funzione della profondità dell'ombra.

Una volta asciugata anche questa fase, ho velato il dipinto per dieci volte con vernice a base resinosa mesticata con olio di lino.

 

I colpi di luce sono stati creati molto spesso lavorando il colore direttamente sull'opera, a vernice semi-asciutta, con largo impiego di dita e sfregature.

 

Il tempo di esecuzione totale, tolto il periodo di asciugatura finale , è di circa un mese.

 

L'IMPATTO, DOPO

Olio su MDF, tecnica fiamminga

cm. 25 x 30

Scheda dell'opera

Ingrandimento totale

●Ingrandimenti particolari

Prezzo

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