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IL PENSIERO

Normalmente si racconta ciò che si vede e che si vive, filtrando le visioni con la propria verità e la propria sensibilità.

Tutti raccontano qualcosa, ogni giorno, in mille modi diversi. Quindi tutti raccontano una cosa sola, e cioè la loro vita. Narrano quello che la riempie, gli eventi che accadono, e qualche volta liberano ciò che è troppo, che ha colmato la misura e che il contenitore vita non è riuscito a contenere.

Spesso sono ricordi, troppo forti da diventare insostenibili; molte volte è tensione di un futuro immediato, che sta già accadendo e che è già quasi diventato presente ma che rimane ancora oscuro. Oppure è proprio il presente, veloce e sfuggente da non riuscire a fermarlo un attimo per prendere fiato.

E ci sono anche momenti di vera poesia, di gioco e riflessione , momenti estesi e intensi. Comunque, tutti raccontano.

"Io cerco di fare proprio questo, tenendo fede alla mia parte, dipingendo le mie visioni. e tutto ciò che ci circonda può essere raffigurato, e può cantare la sua anima, perchè c'è un'anima da cantare in ogni cosa, specie se è la più banale, proprio perchè nessuno la ascolta. E' un concetto che Rembrandt aveva capito molto bene, fatto suo e realizzato in modo commovente.

C’è però un momento, un istante definito, che tutti vivono in maniera particolarmente intensa, ma che nessuno, in tempo reale, racconta mai, perché troppo impegnato a vivere il momento stesso.

Questo momento è il Dopo. Il dopo di una botta, di un trauma, di una gioia immensa, di un divertimento, di un evento. Il dopo dove si è da soli, dove non c’è posto per altri.
 

Il dopo non si riesce a parlare, a raccontare, troppo felici o tremanti, dove c’è lo sguardo degli altri che non capiscono o non sanno cosa fare.

E il più delle volte ci sono le schiene. Le schiene, che tutti abbiamo visto e continuiamo a vedere. Il dopo è anche il prima di qualche altra cosa, di qualche altro evento, e tutti siamo impegnati a viverlo così, come se fosse il prima.

Ma per un istante è stato un tempo sospeso, un fermo immagine lungo una eternità. Ci sono persone che rimangono bloccate in quell'attimo, per anni, sospesi tra l'incredulità, la forza dell'impatto e il restare senza fiato, con i polmoni vuoti. Per anni. Io racconto ciò che mi incuriosisce e mi appassiona, e quindi la vita tutta, senza riserve.

Ma se proprio devo scegliere un momento e un racconto, in cui identificarmi, allora non ho dubbi: è Il Dopo."

 

Vi invito a percorrere il cammino insieme a me, cominciando proprio da questo sito, da questa pagina, leggendo le mie opere come se fossero un diario. Il mio massimo desiderio è che voi lasciate che siano le opere a parlare, se qualcosa hanno da dirvi. Dopodiché sarà possibile intavolare, con queste ultime, il vostro personale discorso.

 

Detto questo, felice viaggio."

 

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